Yahuah Dabar

La fede contro l’accusa

Verità Bibliche Nascoste in Piena Vista

La fede contro l’accusa

La fede contro l’accusa

In questo capitolo viene rivelato il “dietro le quinte” di alcune delle prove più importanti nelle Scritture, mostrando come la fede autentica si scontri con l’accusa e con la tentazione spirituale. Attraverso il confronto tra Genesi e Giubilei, il testo evidenzia che Maśṭêmâh è colui che chiede di mettere alla prova Abraham, spingendo la prova del sacrificio di Yitschâq, e come l’obbedienza di Abraham lo svergogni davanti al cielo. Il capitolo prosegue mostrando l’influenza di Maśṭêmâh nel contesto dell’Esodo: il tentativo di uccidere Môsheh lungo la via, l’opposizione contro Yâshârêl tramite gli Egiziani, e il quadro più completo del giudizio su Mitsrayim. Viene anche trattato l’episodio del legame temporaneo di Maśṭêmâh durante la redenzione, e l’identità del “distruttore” collegato alla morte dei primogeniti. Infine, il capitolo smaschera una delle distorsioni più diffuse: l’uso del termine ebraico śâṭân come nome proprio. Viene chiarito il significato reale di “avversario” e viene presentato Maśṭêmâh come figura identificabile nelle Scritture, il cui compito è mettere alla prova i servitori di Yahuah fino al compimento finale.

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(Il dialogo celeste che scatenò la prova del sacrificio)

5.1 Maśṭêmâh chiede di mettere alla prova Abraham

(La sfida di sacrificare Yitschâq)

Abraham si era immischiato nelle questioni del principe Maśṭêmâh, capo di tutti i demoni.

Berēšhīṯh (Genesi) – Capitolo 22: Versetti 1, 2, 9–12:
E avvenne, dopo queste cose, che ĔLÔHÎYM mise alla prova Abrâhâm e gli disse: «Abrâhâm». Ed egli rispose: «Eccomi». E disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, Yitschâq, che ami, e va’ nella terra di Môrı̂yâh (מוֹרִיָּה), e offrilo là in olocausto su uno dei monti che ti dirò». E quando giunsero al luogo che ĔLÔHÎYM gli aveva detto, Abrâhâm edificò là un altare, dispose la legna, legò Yitschâq suo figlio e lo pose sull’altare sopra la legna. Abrâhâm stese la mano e prese il coltello per scannare suo figlio. Allora l’angelo di YAHUAH lo chiamò dal cielo e disse: «Abrâhâm, Abrâhâm». Ed egli rispose: «Eccomi». E disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli nulla; poiché ora so che temi ĔLÔHÎYM, dal momento che non hai rifiutato a me tuo figlio, il tuo unico».

Tutti conosciamo il racconto di Abraham — o, meglio , pensiamodi conoscerlo bene —, ma solo quando vediamo il racconto comparato nel Libro dei Giubilei possiamo comprendere la portata di ciò che accadde realmente.

Yôbêl (Giubilei) – Capitolo 17: Versetto 16:
E il principe Mastêmâ venne e disse davanti a Elôhîym: «Guarda, Abraham ama suo figlio Yitschâq e si compiace di lui sopra ogni cosa; chiedigli di offrirlo come olocausto sull’altare, e vedrai se adempie questo comando, e saprai se è fedele in tutto ciò con cui lo metterai alla prova».

Yôbêl (Giubilei) – Capitolo 18: Versetti 9–11:
Io stavo davanti a lui e davanti al principe Mastêmâ, e Yahuah disse: «Non porre la mano sul ragazzo né fargli alcunché, poiché ho dimostrato che teme Yahuah». Lo chiamai dallo shâmayim e gli dissi: «Abraham, Abraham!». Ed egli si spaventò e disse: «Eccomi!» Il principe Mastêmâ fu svergognato allora Abraham alzò gli occhi e vide: ecco un ariete impigliato… per le corna, e Abraham andò, prese l’ariete e lo offrì in olocausto al posto di suo figlio.

Stiamo comprendendo ciò che realmente accade dietro le quinte: Maśṭêmâh è colui che chiede di mettere alla prova Abraham e Yahuah acconsente alla richiesta; Abraham supera la prova del principe Maśṭêmâh e, con il suo atto di fede, lo rende ridicolo e lo svergogna.
Prestiamo molta attenzione per aprire i nostri occhi alla verità e alla comprensione che Yahuah ci rivela.

5.2 Abraham benedice Yaqoob

(La promessa di Yahuah di protezione contro gli spiriti di Maśṭêmâh)

Quando Abraham sta impartendo la sua benedizione su Yaăqôb, gli dice questo:

Yôbêl (Giubilei) – Capitolo 19: versetto 28:
E gli spiriti di Mastêmâ non domineranno su di voi né sulla vostra discendenza per allontanarvi da Yahuah, che è il vostro Êlôhîym da ora e per sempre.

Abraham sa e conosce chi è il comandante di tutti i demoni; siamo noi ad aver perso tale conoscenza, o è stata nascosta perché non sapessimo. Che benedizione tanto bella e saggia! Ma non è tutto: proseguiamo con le imprese di Maśṭêmâh.

5.3 Maśṭêmâh tenta di uccidere Môsheh (Mosè)

(L’avversario nell’ombra dell’esodo).

Mi sono sempre chiesto, e non ho mai compreso bene che cosa significasse questo passo; a dire il vero non compresi questo evento nelle Scritture fino a leggerlo nel Libro dei Giubilei.

Šhemōṯh (Esodo) – Capitolo 4: Versetti 24–26:
E avvenne, lungo la via, che in una locanda gli venne incontro YAHUAH e volle ucciderlo. Allora Tsippôrâh prese una pietra affilata, recise il prepuzio di suo figlio e lo gettò ai suoi piedi, dicendo: «In verità, tu mi sei uno sposo di sangue». Così lo lasciò andare. Ed ella disse: «Sposo di sangue, a causa della circoncisione».

Com’è possibile che Yahuah gli sia andato incontro per ucciderlo? Ma se fu Yahuah a inviargli la missione di liberare il suo popolo, allora come potrebbe cercare di uccidere il suo inviato Môsheh? Esodo mi dice che Yahuah venne incontro a Môsheh e volle ucciderlo. Ma se Yahuah lo avesse voluto morto, non lo avrebbe inviato, e tantomeno lo avrebbe salvato fin da bambino. C’era qualcosa che mi mancava in questa storia, qualcosa non tornava. Leggiamola ora in Giubilei.

Yôbêl (Giubilei) – Capitolo 48: Versetti 2–4:
E tu stesso sai ciò che ti disse sul monte Siynay, e ciò che il principe Mastêmâ desiderava farti quando tornavi a Mitsrayim (Egitto) per la via, quando lo incontrasti nell’albergo. Non cercò forse con tutte le sue forze di ucciderti e liberare l’Egitto dal tuo potere, vedendo che eri stato mandato per eseguire giudizio e vendetta contro l’Egitto? E io ti liberai dal suo potere, e facesti i segni e i prodigi che ti fu comandato di compiere in Egitto contro il Faraone, contro tutta la sua casa, contro i suoi servi e il suo popolo.

Ora tutto ha senso: finalmente posso veramente comprendere che cosa accadde. Maśṭêmâh comandava gli Egiziani e, vedendo che Yahuah aveva inviato Môsheh per liberare il suo popolo, tentò di ucciderlo lungo la via, nel tentativo di salvare   Mitsrayim (Egitto).

5.4 Maśṭêmâh con gli Egiziani

(Lo spirito di distruzione che si oppose a Yâshârêl)

Comprendete che il popolo di Yâshârêl era schiavo in Egitto e che il principe Maśṭêmâh stava come capo degli Egiziani, operando oppressione tramite gli Egiziani contro Yâshârêl.

Yôbêl (Giubilei) – Capitolo 48: versetti 9–13:
E il principe Mastêmâ si levò contro di voi e cercò di consegnarvi nelle mani del Faraone. Egli aiutò i maghi d’Egitto, i quali si levarono e operarono davanti a voi. Permettemmo loro di compiere i mali, ma non concederemo loro di portare rimedio. E Yahuah li colpì con ulcere maligne, e non poterono stare in piedi, poiché li distruggemmo in modo che non poterono compiere neppure un segno. E nonostante tutti questi segni e prodigi, il principe Mastêmâ non si vergognò, perché si fece coraggioso e gridò al Mitsrı̂y di inseguirvi con tutto il potere del Mitsrı̂y, con i loro carri, con i cavalli e con tutte le schiere dei popoli di Mitsrayim. E io mi posi tra l’Egitto e Yâshârêl, e liberammo Yashareel dalla sua mano e dalla mano del suo popolo, e Yahuah li fece passare in mezzo al mare come su terra asciutta.

Abbiamo sempre letto come Yahuah indurisse il cuore del Faraone per manifestare la sua potenza; tuttavia, Giubilei ci mostra il quadro completo:il principe Maśṭêmâh agiva  dietro gli Egiziani, mentre  Yahuah usava il loro orgoglio per indurire il cuore del Faraone e degli Egiziani per manifestare la sua meravigliosa potenza.

5.5 Maśṭêmâh legato e il popolo liberato

(Il giudizio sull’avversario durante la redenzione di Yâshârêl).

L’influenza di Maśṭêmâh era così grande sul popolo che lo serve (Egitto), che fu necessario legare Maśṭêmâh per liberare il popolo di Yâshârêl.

Yôbêl (Giubilei) – Capitolo 48: versetti 15–18:
E il giorno quattordici, il quindici, il sedici, il diciassette e il diciotto, il principe Mastêmâ fu legato e imprigionato dietro i figli di Yâshârêl affinché non li accusasse. E il giorno diciannove lo liberammo affinché aiutasse i Mitsrı̂y e inseguisse i figli di Yâshârêl. Ed egli indurì i loro cuori e li rese ostinati, e il piano fu stabilito da Yahuah nostro Êlôhîym per colpire i Mitsrı̂y e gettarli nel mare. E il giorno quattordici lo legammo affinché non accusasse i figli di Yâshârêl nel giorno in cui chiesero al Mitsrı̂y vasi e vesti, vasi d’argento, vasi d’oro e vasi di bronzo, per spogliare il Mitsrı̂y in cambio della servitù alla quale li avevano costretti a servire.

5.6 Maśṭêmâh uccide tutti i primogeniti d’Egitto

(L’esecuzione del giudizio finale sui nemici di Yahuah).

Ma non è ancora passata la più grande prova. Abbiamo letto come Yahuah colpì tutti i primogeniti d’Egitto. E Esodo ci dice che Yahuah sarebbe passato colpendo, ma non avrebbe permesso al distruttore di entrare nelle case di Yâshârêl. Così comprendiamo, sappiamo e siamo al 100% certi che Yahuah non è il distruttore: quel distruttore ha un nome.

Šhemōṯh (Esodo) – Capitolo 12: Versetti 23, 29:
Perché YAHUAH passerà colpendo i Mitsrı̂y; e quando vedrà il sangue sull’architrave e sui due stipiti, YAHUAH passerà oltre quella porta e non lascerà entrare il distruttore nelle vostre case per colpire. E avvenne che a mezzanotte YAHUAH colpì ogni primogenito nella terra di Mitsrayim, dal primogenito di Parôh che sedeva sul suo trono, fino al primogenito del prigioniero che era in carcere, e ogni primogenito del bestiame.

Ora possiamo vedere con chiarezza chi eseguì l’ordine di uccidere tutti i primogeniti in Egitto.

Yôbêl (Giubilei) – Capitolo 49: versetto 2:
Poiché in questa notte, inizio della festa e inizio della gioia, voi stavate mangiando la Pesach in Egitto, quando tutte le potenze di Mastêmâ si erano sciolte per uccidere tutti i primogeniti nella terra d’Egitto, dal primogenito del Faraone al primogenito della serva schiava al mulino, e fino al bestiame.

Possiamo affermare con chiarezza e certezza che gli esecutori – o strumenti – dietro la morte dei primogeniti furono Maśṭêmâh e i suoi seguaci.

5.7 “Satana”: il nemico inesistente… e imposto

(La grande invenzione che nascose l’identità del vero avversario.)

Non abbiamo ancora chiarezza sul ruolo o identità del personaggio Maśṭêmâh. Analizziamo una delle bugie meglio raccontate dell’umanità.
Nel corso della storia ci hanno insegnato tante cose, e una di queste è che esisterebbe un presunto nemico o arcinemico di Yahuah e del popolo di Yahuah, del quale dovremmo temere, rimproverare, e chissà cos’altro. Ma vediamo ora la realtà.

Il termine ebraico è śâṭân: significa avversario, oppositore, e così è usato nelle Scritture, tranne nei passi in cui  il suo termine è stato volutamente alterato per confondere l’umanità, facendolo apparire  come un “arcinemico” di Yahuah.
Ma Yahuah non ha tale nemico, perché nulla e nessuno può opporsi a Lui.

Puoi leggere ciascuno di questi versetti e, se leggi l’ebraico, ti accorgerai che il termine usato è lo stesso, ma qui è tradotto correttamente come  “avversario”, e non come un nome proprio irreale. (Numeri 22:22; 1 Samuele 29:4; 1 Re 5:4; 1 Re 11:14, 23 & 25).
Tuttavia, in ciascuno di questi altri versetti lo hanno tradotto come nome proprio, in modo errato o consapevole, cercando di creare un personaggio che in realtà non esiste. (1 Cronache 21:1; Giobbe 1:6, 7, 8, 9, 10; Giobbe 2:1, 2, 3, 4, 6, 7; Salmi 19:6; Zaccaria 3:1 & 2).

Vediamo alcuni dei versetti nel libro di Giobbe, dove più spesso è stato reso come nome proprio invece del termine reale “avversario”. Poiché stiamo usando la versione Dabar Yahuah – Escrituras Yahuah, questa ha il termine corretto; prestiamo dunque attenzione.

Îyôb (Giobbe) – Capitolo 1: versetti 6–7:
E un giorno i figli di ĔLÔHÎYM vennero a presentarsi davanti a YAHUAH, e tra loro venne anche l’Avversario. E YAHUAH disse all’Avversario: «Da dove vieni?» E rispondendo l’Avversario a YAHUAH disse: «Dal percorrere la terra e dal camminare per essa».

Leggeremo solo i primi due versetti, poiché conosciamo bene la storia, sebbene possiate leggere l’intero capitolo per una comprensione migliore.
Tra i figli di Êlôhîym, cioè gli angeli, viene un personaggio specifico: l’avversario. Se osservate la storia e la paragonate con quella di Abraham, comprenderete meglio che si tratta  dello stesso personaggio – l’Avversario –  che si presenta davanti a Yahuah.

Ricordate: non è un angelo vigilante, e non si è corrotto con le donne; tutti gli angeli vigilanti che si corromperono sono rinchiusi in prigioni eterne e, dal momento del loro peccato, non poterono mai più parlare con Yahuah né presentarsi davanti a Lui, né tantomeno salire allo shamayim.
Questo è lo stesso che già conosciamo e abbiamo visto nella vita di Abraham, di Môsheh e ora in Îyôb (Giobbe), mettendo alla prova il servo fedele di Yahuah.

E la parte più importante che dovete sempre tenere a mente è che questo avversario, meglio conosciuto come Maśṭêmâh — colui che fu chiamato erroneamente “satana” —, il suo vero nome è Maśṭêmâh. Ed egli è dai tempi antichi, e parte del suo incarico è stato mettere alla prova i seguaci di Yahuah per vedere se davvero possono cadere nelle sue reti o restare fedeli a Yahuah.

Questo stesso avversario lo possiamo vedere in tutta la storia dell’umanità e lo vedremo poi nel Nuovo Testamento, poiché il suo lavoro, ruolo o compito si compirà alla fine dei tempi. Nel frattempo è un angelo che dimora sulla terra e ha accesso al trono di Yahuah, e può manifestarsi in un solo luogo per volta; dunque, ovunque si trovi, agisce in forma fisica.

Per chiarire meglio: colui che è stato chiamato “satana” nel corso dei secoli non è il suo nome, poiché il termine significa semplicemente “avversario”. Tuttavia, il vero Avversario si chiama Maśṭêmâh.

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